Amici dei Musei e dei Monumenti
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Storia dell'Associazione
lunedý 30 gennaio 2006

 

 

È stata costituita finalmente nella nostra città la associazione "Amici del Museo" che ha lo scopo di accrescere il patrimonio artistico del Museo civico, di prestargli assistenza per il conseguimento dei suoi fini di conservazione e di cultura artistica, di tutelare il volto storico, artistico, monumentale della città, il paesaggio bassanese ed infine formare una elevata categoria di collezionisti e di intenditori.
Per raggiungere gli scopi che statutariamente l'associazione si prefigge, essa intende svolgere una complessa attività che valga ad interessare la intera cittadinanza. "In primis" la associazione intende provocare dirette donazioni al Museo Civico di opere d'arte le quali arricchiscano e completino le collezioni già in esso adunate.Altro scopo della Associazione è quello di curare la raccolta di mezzi finanziari necessari sia per acquistare suppellettili artistiche degne del Museo cittadino sia per provvedere alla loro conservazione. Di minor importanza è lo scopo ulteriore che consiste nel promuovere conferenze, visite a collezioni pubbliche private italiane, esposizioni temporanee e permanenti ed in una parola tutte le iniziative necessarie per tenere viva la vita culturale della città. Nel contempo la associazione intende affiancare l'azione delle sovrintendenze esercitando una attenta vigilanza sul patrimonio edilizio cittadino e sulle opere d'arte e di proprietà al fine di assicurare la conservazione.
(Da "Il Prealpe" del 21 Marzo 1964)

VENTICINQUE ANNI E POI…

Un quarto di secolo è abbastanza per mettere in prospettiva, al di là delle cronache, le figure, le vicende, le idee e i contesti significativi per una storia dell'Associazione Amici del Museo bassanese.
Essa è non dissimile all'origine e nei fondamenti statutari da altre numerose associazioni sparse nella Penisola e in parte riunite in una Federazione Nazionale con sede a Firenze. Ha tuttavia una sua originalità non solo di percorso, ma anche di segnali.
È evidente che la nostra Associazione è contessuta con gli eventi, con la scenografia, con le idee-guida del Museo Civico di Bassano e della specifica funzione ch'esso ha di custodia dell'identità culturale cittadina e di laboratorio principale di quelle comunicazioni per immagini e forme che consideriamo essenziali nei messaggi delle opere d'arte, e sono poi quelle che rendono insostituibile la presenza dell'arte nella formazione dell'uomo. Una libera associazione accanto ad un museo può essere utile e , in taluni casi, preziosa cooperatrice per costruire o rassettare il tessuto indispensabile tra le radici, le tradizioni, in beni in patrimonio ed il vissuto, tra l'essenziale e l'esistenziale, tra ciò che si ha e ciò che si ama. Nel senso che Dante dava al termine, si viene così a riunire ed a rendere attiva una "scuola" di amici di un museo.
Una tale funzione nitida e continuata sembra la si possa riconoscere nei venticinque anni di vita sociale degli Amici del Museo di Bassano del Grappa. L'Associazione, pur col variare di presidente, di consigli e di soci, ha continuato a tramandare la consegna di un attaccamento vivacemente sentito all'istituto da cui prende nome. Nello stesso tempo si adoprata per offrire all'immaginario collettivo non solo ciò che può considerarsi piacere o aspirazione nei confronti della cultura in generale e dell'arte in particolare, ma anche ciò che precisa e distingue l'essere cittadini bassanesi.
A questo risultato hanno cooperato i soci onorari e contribuito quelli benemeriti accanto a quelli che di volta in volta si sono dimostrati animatori, ma vi hanno contribuito la fiducia e il sostegno dell'Amministrazione comunale ed una valutazione favorevole della Città verso un'associazione che mai ha dimenticato quel valore etico dell'arte che si va oggi restaurando. Né è da dimenticare la cura avuta per la precisione di linguaggio, la quale è forse cerniera per il prossimo futuro.
La cultura non conclude né sintetizza senza precisione di linguaggio, in caso diverso scade nello spettacolo e si perde nel progettualismo. La precisione presuppone però una disciplina, è risultato di una educazione intellettuale ma anche morale: non si improvvisa, va amorevolmente sostenuta. Ragionevolmente è questo il presupposto di un neoumanesimo che consideri e studi l'eredità del passato, ma è intento a costruire una autentica partecipazione di qualunque persona ai beni emblematici dell' "humanitas" calati nella realtà comune.
Questo l'augurio che formuliamo per i nostri soci e per i nostri concittadini con la fiducia che il prossimo venticinquennio darà conferma delle attese e alle speranze di un impegno comune. Lo leggiamo emblematicamente nella figura leggiadra e nel gesto di offerta che hanno fatto annuncio per la mostra che la Città e gli Amici hanno aperto il 19 gennaio 1990 per San Bassiano.
 (Enzo Petrini - Allora Presidente - Discorso tenuto in occasione del ricevimento del Premio cultura città di Bassano 1989 - da Notiziario dell'Associazione n. 2/3, marzo 1990)

Nel grande  e variegato mosaico di gruppi esistenti nella nostra città è attiva dal 1964 l'Associazione amici del Museo. In venticinque anni, ormai compiuti, questo sodalizio, nato e vissuto accanto al principale istituto culturale bassanese, ha ben delineato i suoi lineamenti con una operatività che coincide con la stessa immagine della città, se essa viene riconosciuta nelle testimonianze significative e nei lasciti storici da custodire, da ritrovare, da studiare e da presentare esemplarmente. Si è  così avuta, a Bassano del Grappa, una continua e felice coniugazione della realtà strutturata del Museo Civico con la disinteressata disponibilità dei suoi Amici.
Ciò e di consueto avvenuto con cordialità d'intese e coerenza di finalità nei confronti dell'Amministrazione Comunale. Questa, ogni volta che è stato considerato opportuno e possibile, non solo ha dato il suo patrocinio e sostegno alle imprese maggiori, ma non ha ricusato attenzione ad attività di contorno o d'occasione come ora nella ricorrenza dell'Associazione degli Amici.
Un  ricordo è doveroso verso i Presidenti e i Consiglieri che si sono succeduti dalla fondazione e un ringraziamento meritano quei soci che si sono impegnati in programmi di carattere storico-critico o didattico dentro o accanto al Museo.
L'Amministrazione Comunale, tenendo presenti il programma di sviluppo dei servizi che al Museo fanno capo e le esigenze crescenti di partecipazioni culturali della città e del suo territorio, formula l'augurio che l'Associazione anche negli anni a venire continui a dar il contributo di ricerca e di animazione nei percorsi già noti, ma anche in altri che siano da utilmente esplorare. Si tratterà di arricchire ulteriormente le varie di testimonianze, di documenti, di oggetti, di immagini; si tratterà, forse, di sperimentare nuovi modi di aggregazione soci-culturale e di fruizione di beni dell'arte, della creatività, dell'ingegno, del fare; di quelli in particolare di cui è contessuta la tradizione e la realtà della gente bassanese.
(Gianni Tasca - Allora Sindaco di Bassano - Discorso tenuto in occasione della consegna del premio Cultura città di Bassano 1989 durante la festa di San Bassiano 1990)

L'Associazione Amici del Museo di Bassano ha compiuto i suoi 25 anni, abbastanza perché essa possa essere considerata uno di quei sodalizi "adulti" che, superate le crisi di adolescenza e le difficoltà di crescita, ha raggiunto un preciso disegno di emblema e una sua identità attraverso le varie esperienze.
Alle sue origini un viaggio e la visita al Museo statunitense Metropolitan, dove Marco Claudio Gasparotto ebbe notizie su un sodalizio volontaristico che favoriva e fiancheggiava l'attività di quel Museo. Queste notizie furono partecipate a Bepi Chiuppani e Frick Cimberle e poi ad altri amici che nel 1964 diedero vita ad un gruppo di iniziativa di cui Vlaudio Gasparotto fu coordinatore o, più precisamente, come allora fu detto, Commissario.
Fu appunto in quell'anno che si realizzarono le intese e , anche con il cordiale incoraggiamento da parte dei due Clubs di servizio cittadini, il Rotare e il Lions, si giunse alla consociazione e allo Statuto degli Amici. In detto Statuto veniva dichiarato che l'Associazione intende provocare donazioni di opere d'arte al Museo Civico, raccogliere mezzi finanziari per acquistare suppellettile artistica o provvedere alla sua conservazione. Scopi ulteriori, si decideva, promuovere conferenze, visite, esposizioni e favorire tutte le iniziative necessarie per tener viva la vita culturale della città. Da quel 1964 vengono verso di noi le cronache, la sequenza dei Presidenti dal primo, Danilo Andreose, a Cimberle,Ferrari,Compostella, Marin,Vinco da Sesso,Sammartini. Bisogna inoltre ricordare i direttori del Museo, i quali furono sempre attenti alle proposte e alle realizzazioni degli Amici, da Pilo a Passamani,a Rigon fino all'attuale direttrice Paola Marini.
Esse seppero utilizzare con misura il loro filo diretto con l'Amministrazione Comunale, pur lasciando agli Amici la loro autonomia e assicurando sempre l'ospitalità.
Tra Museo e Associazione in anni successivi si stabilì anche il tessuto connettivo della Sezione Didattica, che fu tra le prime in Italia ed è nel 1991 al suo dodicesimo anno.
La Sezione ha svolto una attività costante ed efficace, soprattutto nei confronti di gruppi scolastici e ha raggiunto una qualità della comunicazione che può essere considerata esemplare. La cultura non conclude né sintetizza senza precisione di obiettivi e misura di linguaggio, in caso diverso scade nello spettacolo e si perde ne progettualismo.
È risultato di una educazione intellettuale e anche morale.
Non si improvvisa, va amorevolmente sostenuta. È questo il compito primario permanente di una associazione di Amici del Museo.
È questa degli Amici una singolare associazione dove si potrebbe trovare qualche vibrazione di "appassionata" tra goethiano e romantico e nello stesso tempo inciso esistenziale alla Kundera. È infatti un gruppo sociale che non ha, ma è e di questo suo essere senza avere, di cui è custode e computer la brava segretaria Rita Bazzotto, si muove variamente una animazione e partecipazione di quell'energia fatta di testimonianze conservate e di cultura elaborata, ma anche amorevolmente studiata, che trova nel Museo il fondamento forte dell'immagine e del significato della Città, insieme a quei servizi culturali che ci auguriamo vengano ampliati e potenziati nell'immediato futuro.
L'Associazione ha dedicato alla ricorrenza la mostra del Goltzius, inaugurata il 19 gennaio 1990, nonché due ricerche, una sugli interni di case bassanesi ad opera di una commissione guidata da Franco Marin, e un'altra sui toponimi e le antiche denominazioni di vie e piazze scelti da Giuseppe Frasson. Ha inoltre acquistato sei stampe remondiniane, non presenti al Museo, e ne ha fatto occasionalmente dono per sottolineare che suo interesse primario rimane sempre il civico Istituto.
Ma di me meglio e di più dirà altri, un trentino già prestato felicemente a Bassano, il quale ci ha fatto il regalo di tornare per parlarci della sua esperienza ultimamente coronata dalla prestigiosa, raffinata mostra bresciana del Salvoldo. Non possiamo dimenticare ch'egli è autore della guida del Museo e abbiamo presente il tocco con cui egli definì la prima edizione dell'Album bassanese.
Dopo questo ringraziamento a Bruno Passamani, ho l'obbligo di esprimere grazie, anche a nome del consiglio, al Sindaco del nostro Comune, al dott. Giovanni Guiso vicepresidente della F.I.D.A.M., all'attuale direttrice del Museo, dott. Paola Marini e a tutti coloro, persone ed Enti, che hanno sostenuto le iniziative del venticinquennale, ai nostri Soci onorari, i quali a partire da Sua Eminenza il Cardinale Baggio hanno dichiarato la loro partecipazione, a tutti coloro infine che si sono in vario modo adoperati, in particolare il personale del Museo. Non aggiungo un elenco di nomi, anche per non incorrere in omissioni; molti sono stati rammentati nel fascicolo del Notiziario dell'Associazione, diretto dal nostro Socio Giambattista Vinco da Sesso, e alla ricorrenza dedicato.
(Enzo Petrini - allora Presidente - per la ricorrenza 25 anni - da Notiziario dell'Associazione n.4/5/6/7, marzo 1992) 


Maggio 1992. La mia nomina alla Presidenza dell'Associazione degli Amici del Museo non poteva coincidere con un momento più felice e culturalmente alto, non solo per il nostro Mueseo, ma per tutta la città: la mostra di Jacopo Bassano. Non certamente nuovo all'ambiente, essendo iscritto da quasi trent'anni e già membro del Consiglio Direttivo, mi sono trovato a dover attivare l'Associazione per tutta una serie di iniziative che, pur rientrando negli scopi statutari, costituivano delle novità.
Siamo stati infatti dei pionieri nell'integrare, in occasione della mostra di Jacopo, su sollecitazione della Direzione Mussale e del Comitato promotore, l'opera di custodia alle sale di esposizione per tutta la durata della mostra. La disponibilità dei nostri aderenti a questa iniziativa è stata così spontanea, generosa ed efficiente da costituire non solo un valido aiuto, ma un punto di riferimento ed una nota di ulteriore qualificazione per la mostra stessa. A seguito di questa felice esperienza di volontariato culturale svolto dalla nostra Associazione ci siamo sentiti in grado di proporre alla Direzione del Museo Civico ed al Sindaco della città un intervento dello stesso tipo al Museo della ceramica allestito nella prestigiosa sede di Palazzo Sturm.
Abbiamo permesso così, di tenere aperto questo Museo anche la domenica mattina, consentendo ai turisti di visitare l'importante Museo e di godere dalle terrazze del palazzo dello splendido affaccio sul Brenta e sul ponte degli Alpini.
La nostra funzione è non solo quella di esercitare una attenta custodia alle sedi mussali, ma ance di fornire al visitatore spiegazioni puntuali sulle opere esposte ed informazioni sui monumenti di maggiore interesse della nostra città.
In occasione della mostra di Jacopo Bassano la nostra Associazione, con il contributo della Soprintendenza ai Beni artistici e Storici del Veneto nonché del Comune di Bassano del Grappa, ha predisposto e fatto stampare un dèpliant in cui veniva indicato un itinerario da potersi effettuare nei dintorni di Bassano dove si trovano le opere del nostro sommo artista volutamente lasciate nella loro sede originaria, pwe deliberata scelta del Comitato Scientifico della Mostra. La fortuna di questa iniziativa fu tale che venne decisa la pubblicazione di un numero speciale de Notiziario dell'Associazione, dal medesimo titolo del dèpliant, Sulle tracce di Jacopo, includente anche le opere meno prossime alla nostra città, ma pur sempre in area veneta. Vennero inoltre inserite quelle schede che durante il periodo della mostra, a cura della nostra Associazione, vennero poste davanti ad ogni dipinto nelle diverse sedi periferiche. Ma l'opera editoriale che più ci ha impegnato in questo triennio è la pubblicazione di Interni Bassanesi. L'idea da censire, per poi far conoscere, attraverso ricerche storiche e documentazioni fotografiche, gli affreschi e le decorazioni interne di case e palazzi della nostra città ha portato alla decisione di uscire con una pubblicazione di pregio, in questo aiutati dai fratelli Manfrotto per quel che attiene alla documentazione fotografica e da Giorgio Bassotti per la parte editoriale. Il volume uscirà tra qualche mese, anche se già mda ora desta attesa ed interesse soprattutto per i saggi e le schede che corredano il volume e che danno una circostanziata serie di informazioni sulle vicende artistiche di Bassano a partire dal Medioevo fino agli inizi del Novecento.
Altro importante settore dell'attività dell'Associazione sono le conferenze artistico-culturali che, da noi organizzate, sono rivolte a tutta la cittadinanza. Gli argomenti, in questo triennio, sono stati i più vari anche se stati privilegiati alcuni filoni quali la serie di lezioni su Jacopo Bassano, nel periodo della mostra, oppure un ciclo di conferenze tenute da rinomati docenti di varie facoltà di architettura, rivolte principalmente ad un pubblico decisamente giovane: gli studenti.
Altre volte sono le mostre più importanti del periodo a determinare l'argomento delle lezioni, oppure l'uscita editoriale di qualche importante monografia.
Un notevolissimo impulso hanno avuto, con l'attuale Consiglio, le visite di studio hanno riscosso molto successo e che hanno determinato, come benefica conseguenza, un notevole incremento degli iscritti all'Associazione. Così oltre alle visite di studio alle città , alle ville ed ai giardini italiani, si sono effettuati importanti viaggi all'estero, soprattutto in occasione di grandi mostre, quali "Le siecle e Titien" a Parigi nel 1993 e "The glory of Venice" a Londra nel 1994.
Devo confessare che è questo un settore dell'attività che amo particolarmente, proprio perché, oltre a consentire un appagamento culturale, offre anche l'opportunità di venire maggiormente a contatto con i soci con conseguenti possibilità di scambio di opinioni e partecipazione ad emozioni in comune di fronte ad alcuni capolavori artistici. È fortemente gratificante leggere e ,a volte,percepire dalle loro parole la riconoscenza per un momento felice dovuto alla scoperta di qualche opera d'arte o di certi luoghi che, da sempre desiderati, si sono potuti finalmente visitare.
Ma tutta l'attività di cui ho parlato avrebbe connotazione alquanto vaga se non sfociasse in quello che è il fine primario della nostra Associazione e cioè affiancare l'operazione mussale nel mantenimento delle collezioni artistiche del nostro Museo. In quest'ultimo triennio abbiamo provveduto a far restaurare numerosi oggetti in ceramica, acquistare un S.Pietro in trono di ceramica della manifattura Volpato: promuovere l'acquisto, mediante adozione, con la partecipazione di alcuni Istituti bancari e di un folto gruppo di nostri soci, di una collezione di oltre 50 acquasantiere in ceramica prevalentemente di produzione novene dell'Ottocento. Infine, min ricordo del nostro socio onorario, S.E. Cardinale Sebastiano Baggio,abbiamo fatto realizzare il restauro della pala della Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Sebastiano e Rocco di Gerolamo dal Ponte. Sicuramente anche l'ormai prossima festività di S.Bassiano ci vedrà presenti con un ulteriore contributo all'incremento delle collezioni artistiche del nostro Museo Civico.
L'Associazione però non è pertinente solo al nostro ambito bassanese, ma fa parte della Federazione Italiana delle Associazioni degli Amici dei Musei con sede a Firenze dove è presente con un rappresentante inserito proprio nel suo Consiglio Direttivo. Attualmente si sta concretizzando anche una Federazione Regionale delle Associazioni degli Amici del Musei del Veneto per operare in ambito regionale dove la nostra Associazione, forte dei suoi cinquecento iscritti e quindi seconda solo a Venezia nel Veneto, dà un forte impulso ed una fattiva collaborazione.
Da ultimo con l'Assemblea straordinaria di maggio 1995 la nostra Associazione ha apportato al proprio statuto tutte le modifiche atte per essere inserita nel registro delle Associazioni di volontariato culturale operanti nell'ambito della nostra Regione. In tale sede anche la denominazione è variata. Ora è "Associazione degli Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa" ed a questa rinnovata Associazione, al termine ormai del mio mandato, dopo un sentito ringraziamento a tutti i componenti il Consiglio Direttivo, alla Direzione ad al personale del Museo Civico, vanno tutti i miei più fervidi voti augurali.
(Oscar Ganzina - Allora Presidente - Bilancio di un triennio 1992-1995 - Da Notiziario dell'Associazione n. 8/14-novembre 1995)

Il prestigioso "Premio Cultura Città di Bassano del Grappa" conferito alla nostra Associazione è motivo di soddisfazione e di orgoglio poiché rappresenta un pubblico riconoscimento all'attività svolta per decenni prevalentemente a favore del nostro Museo Civico.
Fondata nel 1963 per coadiuvare la direzione nel conservare ad arricchire il patrimonio d'arte dell'Istituto e di affiancarla nelle varie attività, l'Associazione ha anche il compito di formare culturalmente il maggior numero di associati possibile, mediante conferenze, seminari e visite guidate a mostre, musei e a luoghi d'arte, sia in Italia che all'estero.
L'attuale Notiziario, presentato in occasione della festa del Santo patrono, è un'edizione "speciale", ricca di contributi tali da conferire a quest'opera un carattere decisamente scientifico. La fortunata coincidenza della pubblicazione di alcuni inventari relativi agli arredi e soprattutto alle collezioni conservate nelle due ville bassanesi di Ca' Rezzonico, forniti da Antonio Foscari Widmann Rezzonico e da Giuseppe Ravanello, e di Ca' Erizzo-Luca, fornito da Livia Alberton Vinco da Sesso, ci riportano a periodi particolarmente felici per queste residenze e ci inducono a continuare lo studio dei nostri Interni Bassanesi. A questo riguardo -come a molti di voi è ben noto- grazie alla disponibilità dell'editore Bassotti è uscita la seconda edizione di questa opera fondamentale per la conoscenza di tanta parte della civiltà bassanese.
Grande importanza -come evidenziato nell'allegato mio studio- si deve attribuire al recente deposito presso il nostro Museo dell'Archivio Stecchini che, data la ricchezza di documenti custoditi, sarà sicuramente oggetto di nuovi studi non solo sulla famiglia, ma anche sulla storia minore di Bassano e del suo territorio, documentata per oltre cinque secoli.
La festività di S.Bassiano (19 gennaio) è ormai tradizionalmente diventata la festa del nostro Museo, per cui a tale ricorrenza ci prepariamo per tempo per contribuire non solo alla migliore riuscita dell'incontro, ma anche per essere presenti con restauri e doni, al fine di conservare ed arricchire le nostre collezioni museali.  
N questa circostanza, da parte nostra, vengono presentati i restauri di due pregevoli gessi canoviani, quali il cimiero della stele commemorativa di Faustino Tadini e la testa del genio per il monumento funebre  di papa Clemente XIII Rezzonico. Vengono donate otto incisioni del Viaggio pittorico nel Regno delle Due Sicilie di Antonio Marinoni e inoltre delle porcellane e delle maioliche che occupano, come sempre, un posto di rilievo sia nelle donazioni che nelle nostre attività.
Quest'anno, continuando un'iniziativa dello scorso 1998, abbiamo acquisito, per esporli nel nostro Civico Museo della Ceramica di Palazzo Sturm, ancora tre pezzi del settecentesco servizio in porcellana della manifattura veneziana Cozzi: una cestina traforata con relativo piatto ed un piccolo vaso per l'abbellimento della tavola col decoro delle ville venete. Un altro pezzo, più precisamente, un vassoio quadrangolare, è stato possibile acquisirlo grazie alla disponibilità della Banca Popolare di Vicenza, particolarmente sensibile e partecipe alle nostre iniziative volte a favore del Museo Civico. S'è quindi aggiunto il dono, da parte nostra, di una zuppiera zoomorfa in maiolica della fine del Settecento della manifattura Antonibon. Questo tipo di manufatto è stato oggetto di un esauriente saggio di Nadir Stringa nel presente Notiziario. Altre zuppiere, ancora di forma zoomorfa, sono state gentilmente concesse in comodato da Claudio e Clementine Sciamone. Infine, ancora una nostra donazione di particolare rilievo è costituita da due pannelli di soggetto marino in ceramica e gesso eseguiti negli anni Cinquanta dal professor Danilo Andreose per la decorazione delle pareti della vecchia pescheria di Piazza Garibaldi. Va annoverata, infine, la donazione, da parte dei nostri associati Gilberto Battocchio e Lino Manfrotto, di 34 leggerissimi sedili portatili, particolarmente utili per il pubblico in visita alle nostre sedi mussali.
L'attività più impegnativa per la nostra Associazione è quella delle conferenze e delle visite studio che hanno fili conduttori o per argomento o per luoghi d'arte. Uno dei temi che stiamo seguendo con maggiore attenzione è quello della porcellana e della maiolica, tanto che sono state tenute, nel 1999, due conferenze su questo argomento; la prima nel mese di Marzo da parte di Raffaella Ausenda sulla nascita della porcellana europea a Meissen; la seconda nel mese di novembre da Herta Cristiane d'Albis sulla manifattura reale di Vincennes-Sevres nel Settecento. Abbiamo quindi visitato la mostra Le porcellane dell'ambasciatore alla Fondazione Quercini Stampalia a Venezia e le favolose collezioni di porcellane di Meissen a Dresda nel mese di Giugno, cui hanno fatto seguito, nel mese di dicembre, quelle del Museo Poldi Pezzoli a Milano e a Saronno alla Collezione Gianetti.
Le esposizioni di maggior rilievo nel Nord Italia sono state da noi puntualmente visitate dopo approfondite introduzioni preparatorie. Mi riferisco a quella di Brescia Da Correggio a Ceruti ; di Ferrara Rubens e il suo secolo; di Verona Alessandro Turchi, 1578-1649; di Monza Canova e Appiani.Alle origini della contemporaneità: di Milano Gaetano Previati; ancora di Milano le mostre Hokusai il vecchio pazzo per la pittura (1760-1649) e La natura morta lombarda; di Trento Alessandro Vittoria e la scultura veneta del cinquecento ed infine quella di Venezia I Maya  e Il Rinascimento a Venezia e la pittura del Nord ai tempi di Bellini, Dürer, Tiziano.
Particolare attenzione è stata rivolta quest'anno allo studio dell'arte contemporanea sia tramite conferenze (Renato Barilli Boccioni dal Simbolismo al Futurismo; Gianni Venturi Filippo De Pisis, un poeta pittore; Philipp Rylands Le collezioni Guggenheim, la loro formazione e le loro sedi) che con visite a mostre (Brescia Impressionismo: da Corot a Renoir; a Ferrara  I De Pisis della Collezione Malabotta; a Venezia Claes Oldemburg  e la 48ª Biennale d'Arte Contemporanea.Qui a Bassano , per l'eccezionale esposizione delle opere di William Congdon, 1912-1998, allestita in Palazzo Bonaguro).Per non parlare poi dei riscitissimi viaggi a Berlino, Bilbao e Barcellona, dove ha decisamente prevalso l'interesse per l'architettura e per i musei d'arte contemporanea di quelle città.
Ancora un tema costituisce da sempre un leitmotiv nei nostri programmi: è quello della conoscenza della civiltà delle ville venete, che quest'anno hanno avuto momenti particolarmente suggestivi nelle visite ad alcune ville palladiane. Itinerari che talvolta si completano tramite confronti con le splendide dimore di altre regioni, quali quelle Medicee da noi visitate nello scorso mese di Maggio. Tutti questi argomenti saranno approfonditi anche nei programmi del 2000 che , fra l'altro, ci vedrà impegnati nel prossimo mese di giugno, in una trasferta oltre oceano per la visita ai tesori d'arte conservati nei musei americani di Boston, New York e Washington.
Anche durante il 1999 è stata svolta, da parte di un notevole gruppo di nostri associati, l'opera di volontariato culturale, tale da permettere l'apertura del Museo della Ceramica di Palazzo Sturm la domenica mattina durante i mesi estivi.
Tanto fervore e così tante iniziative culturali debbono necessariamente contare sul disponibile apporto di molte persone, tra le quali, in primis, il Consiglio Direttivo e la Direzione del Museo, che ringrazio per l'indispensabile, fattiva collaborazione.
Rivolgo infine un vivo ringraziamento alla Banca Intesa, alla Banca Popolare di Marostica e alla Cariverona, che hanno generosamente contribuito alla pubblicazione del presente Notiziario.
(Relazione del Presidente Oscar Ganzina per l'anno 1999 - Da Notiziario n.22-23)

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 24 giugno 2009 )
 
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